Tre contro tre. Niente portieri. Porte piccole, gabbia chiusa. Sei anni di silenzio. Ora si torna a giocare. Registrati per la sesta edizione ed entra nell'albo d'oro.
Nata nel 2014 come sfida tra amici in un campetto recintato di periferia, Keba è diventata in cinque edizioni un appuntamento fisso dell'estate cittadina. Tre contro tre, niente portieri, solo fiato, dribbling e quella forma di calcio urbano che si gioca rimbalzando sui muri.
Dopo l'ultima edizione del 2019 la gabbia è rimasta chiusa. Nel 2026 si riapre. Stessa formula, stesse regole, stessa voglia di far rimbalzare la palla fino a mezzanotte.
La prima edizione. Otto squadre, un weekend, un sogno nato tra amici. Vincono i Los Muros FC in finale ai rigori. Nasce la leggenda della gabbia.
Passaparola potente: sedici squadre iscritte in tre giorni. Arriva il primo sponsor, arrivano le maglie numerate. La finale va agli Assi di Cuori al golden goal.
Prima edizione con finale in notturna. Fari accesi, tribune piene, bandiere fuori dalla rete. I Cemento Boys alzano la coppa al 15° minuto del supplementare.
Due weekend di qualificazioni, un weekend di finali. Arrivano arbitri federali, diretta streaming sulla pagina social. Vincono i Muraglia United in rimonta.
L'ultima, prima della pausa. Quarantotto squadre, tre giorni di match, finale davanti a oltre cinquecento spettatori. Trionfano i Ghetto Kings. Poi silenzio, per sette anni.
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